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Ashly +39 3282505799 Carlo Criscione +39 3920535279

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Carlo Criscione

Il Maestro del colore

Il passato non può essere cancellato
nel presente scriviamo il futuro

Carlo Criscione nasce a Ragusa nel 1946 Sicilia, da genitori siciliani Giovanni Criscione 1909 e Maria Biazzo 1912. All’età di 5 anni emigra in Australia con i genitori dove trascorre la sua infanzia sino all’età puberale, esercitando l’antico mestiere di disegnatore e grafico figurativo, il padre anch’egli disegnatore di talento scongiura il figlio di proseguire su questa strada, a causa delle notevoli difficoltà di natura economica esistenziale; ma l’ardore per l’arte induce Carlo Criscione a perdurare nel suo cammino. I disagi in terra straniera si fanno sentire quando negli anni ’50 inizia la persecuzione razziale contro gli immigrati europei in Australia.

Agli inizi degli anni ’60 inducono la famiglia alla decisione di un probabile ritorno alla terra nativa a causa di una malattia incurabile della madre. Il rientro in terra nativa avviene nel 1968 periodo nel quale la famiglia è costretta ad una svolta esistenziale.Dopo il rientro in Sicilia Carlo Criscione è chiamato alle armi, ma durante un campo estivo a Gangi (Palermo) a seguito di un colpo di calore e ricoverato d’urgenza all’ospedale militare di Palermo. I sanitari riscontrano gravi le sue condizioni, e dopo breve cura decidono di inviarlo in licenza di convalescenza in attesa di congedo. Il padre avvisato arriva all’ospedale e assieme al figlio ritornano alla casa paterna di Ragusa. La madre gravemente ammalata muore dopo esser stata travolta da un auto sulle strisce pedonali; la morte della madre associata alla sua malattia produce un’angoscia nella sua anima e spirito da renderlo inattivo da qualsiasi relazione sociale.

Dopo la morte della madre (1975) incontra Dorotea Montalbano, è l’anno (1977) la quale diventa sua sposa, e dai quali nascono due figli maschi Christian e Ashly. Lui orfano di madre e lei di padre. Sette anni dopo la morte della madre, il padre anch’egli malato muore di una malattia irreversibile.La malattia acquisita sotto le armi è accentuata dal dolore per la morte del padre la quale lo disabilita si da costringerlo a lunghe degenze depressive in casa paterna. Abbandonato da tutti, amici e parenti eccetto dalla moglie, e una sua zia Lucia, sorella della madre, quale sovente lo aiuta moralmente ed economicamente Carlo Criscione saltuariamente continuava l’esercizio della nobile arte del disegno e della pittura nella casa paterna di Ragusa, pur essendo in terra nativa il suo auto esilio causato dalla depressione nervosa, sembrava ricordare i disagi degli anni della diaspora esistenzialista durante le persecuzioni raziali in Australia. Gli anni 70 furono gli anni della ricerca, periodo dove il colore ricorda la priorità assoluta su tutto anche sul disegno, alcuni quadri dell’epoca eseguiti tra il formale ed il figurativo ricordano questo periodo evolutivo nel quale qualsiasi emozione visiva potesse essere l’inizio di una grande avventura dell’arte.

La vita che ho vissuto è il ricordo che mi rimane.